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Oggi siamo più ‘intelligenti’ di un secolo fa

Gli standard delle nostre performance, in ogni campo, stanno diventando sempre più alti.

Superiamo continuamente noi stessi, superiamo in misura sempre maggiore chi è venuto prima di noi.

Per questa ragione, mi piace spesso raccontare di un Talento che sta diventando, sotto i nostri occhi, sempre più ‘plurale’:

 

“Oggi constatiamo che negli Stati Uniti, e pure in Europa, le valutazioni del QI danno risultati che sono in media superiori a quelli ottenuti nella prima metà del Novecento. La cosa agli studiosi è nota, appunto, come «effetto Flynn», che aveva riscontrato una crescita del genere già nel 1984. Adesso la conferma: ogni decade, dagli inizi del ’900, sono stati guadagnati tre punti. Rispetto al 1910, quando per gli americani la media del QI oscillava tra 50 e 70 punti, ora è tra 130 e 150, più del doppio.

Dunque, siamo tutti più «intelligenti»? Ammesso che i test del QI «misurino» davvero quella dote elusiva che chiamiamo abitualmente «intelligenza». Qualunque possano essere le nostre riserve sull’impiego di tali test, resta il fatto che sono cambiati insieme il nostro ambiente fisico e quello intellettuale. Capaci di spostamenti veloci, garantiti da un buon tenore di vita, protetti da un efficiente sistema sanitario eccetera, siamo anche più abituati alla flessibilità del linguaggio, alla potenza dell’immagine, all’esercizio della logica.”

 

Per leggere l’intero articolo:

http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/12_settembre_23/quoziente-intelligenza-evoluzione_db146e18-0546-11e2-b23b-e7550ace117d.shtml

 

 

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Un disegno premonitore

 

Ho mostrato questo disegno durante la quinta edizione dei Seminari di Talent Coaching, mentre lavoravamo con i partecipanti su una tematica che mi sta molto a cuore: i nostri sogni si realizzano sempre, ma spesso non siamo più lì ad attenderli.

Solo pochi giorni prima, il paracadutista Felix Baumgartner aveva stupito il mondo lanciandosi verso la terra da 39.000 metri di altezza, superando la barriera del suono.

Un sogno che ha coltivato, come vedrete, tutta la vita: dal giorno in cui tracciò questo disegno:

I disegni dei bambini parlano. Esprimono quel che sentono, le loro aspettative, i desideri, le paure, dicono gli psicologi. Quello dell’eroe austriaco del volo suborbitale, diligentemente custodito dalla madre per tanti anni, è in questo senso particolarmente rivelatore. All’età di cinque anni, il piccolo Felix ha allungato alla mamma una delle sue opere grafiche, raffigurante se stesso – steso in orizzontale – sotto l’ombrello di un grosso paracadute, con un enorme sole sorridente ad assistere all’impresa e la famiglia a terra, ad aspettarlo. Dodici anni dopo, all’epoca del suo primo, vero lancio, la madre restituisce a Felix quel disegno premonitore, sotto al quale c’è scritto: «Ho fatto un sogno… eccolo». Sulla pagina Facebook in cui ha pubblicato il disegno, Baumgartner ha commentato: «È interessante vedere dove possono portarti i tuoi desideri se rimani focalizzato e non molli mai, anche quando ti sembra dura».

 

Per leggere l’intero articolo: http://www.corriere.it/esteri/12_ottobre_17/disegno-baumgartner-volo-suborbitale_9ccb5290-1831-11e2-a20d-0e1ab53dafde.shtml?fr=box_primopiano

 

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Che cosa è il Talent Coaching: una mappa del blog

 

Che cosa è il Talent Coaching? 

È l’applicazione delle tecniche motivazionali alla sfera del Talento, in tutte le sue forme e definizioni.

E la motivazione è l’onda che ci sostiene, è il movimento che ci spinge, è la guida che rende l’uomo quello che è destinato ad essere: un uomo davvero felice. La motivazione è la scintilla verso l’aspirazione ad una vita piena e realizzata.

Vivere di Talenti è un’arte che è una missione, la nostra missione.

Il Talent Coaching è il nostro viaggio.

Ciò che ci occorre durante il viaggio è una guida, un mentore, un allenatore.

Così come ogni sportivo ha accanto a sé prima, durante e dopo ogni grande performance il suo allenatore, così ogni artista e ogni essere umano che abbia scelto di vivere del suo Talento cerca lo sguardo del proprio “allenatore personale”. È in questa identificazione di ‘coach’ come ‘allenatore’ che ho trovato la migliore definizione in qualità di formatrice.

Questo significa essere una ‘Talent Coach’:

essere un ‘allenatore di Talenti’

 

Il blog LoSpazioDelTalento nasce per dare voce a tutti i Talenti: è aperto ad ogni vostro commento, proposta o suggestione,

perché il Talent Coaching inizia nelle persone che incontro, e in esse sempre ritorna.

La sezione ‘Gli Spazi del Talento’ aprirà uno sguardo sui panorami culturali, fisici e mentali che rappresentano gli scenari del Talento in azione.

Le ‘Immagini del Talento’ riunisce le suggestioni più vivide che dagli occhi possono penetrare al cuore, e attivare la scintilla del Talento.

La sezione ‘Le Parole del Talento’ propone la via della Parola come creativa e creatrice, che imprime la materia e modella il nostro mondo come noi lo pensiamo.

Con ‘Le Voci del Talento’ raccolgo quelle testimonianze di realizzazione umana che sono sotto i nostri occhi ogni giorno, uomini e donne che hanno raggiunto la migliore realizzazione di se stessi, o che la stanno cercando creativamente.

Con i ‘Suoni del Talento’ regalano le mie suggestioni sonore, quelle che fanno vibrare la mia anima e la ispirano nel mio lavoro di Talent Coach, con l’augurio che risuonino allo stesso modo dentro di voi.

Infine, la sezione ‘Live Coaching Performance’ è dedicata alla nuova frontiera della comunicazione motivazione da me creata.

Il Talento è azione, movimento, suono e Parola, e sboccerà di fronte ai vostri occhi in una serie di ‘spettacoli’, che uniranno Coaching e arte, in vere e proprie performance dal vivo.

Benvenuti dunque nel viaggio del Talento!

 

 


 

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Una farfalla. Anzi, due.

Ho fotografato il Talento, un giorno, sul mio balcone.

Era una farfalla dorata posata sulla mia pianta di basilico.

È bastato che mi girassi un attimo, per non vederla più. Scomparsa, volata via.

Ho guardato meglio la foto. La farfalla non era sola: erano due, così vicine che le avevo confuse l’una nell’altra. Si sorreggevano a vicenda, così strette che, al primo sguardo, del loro essere due io ho visto uno.

Erano l’una il Talento dell’altra: il Talento che ci sostiene e ci fa aggrappare alla vita, quello che ci fa alzare dal letto per iniziare un lunedì migliore.

Nella vostra vita, quest’oggi, si è posata una farfalla: ci scopriamo soli e, un attimo dopo, non più.

 

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Oltre i nostri limiti

La direzione del nostro viaggio nel Talento è andare oltre le Parole, oltre i loro limiti. Oltre l’uomo e le sue potenzialità così come le abbiamo conosciute finora.

Viaggeremo per rientrare nel nostro stato originario di mente libera e ricettiva, imparando a riconoscere le rigidezze dell’autocensura e a sostituirle con la nostra voce interiore calda d’affetto.

Raggiungeremo il limite delle nostre capacità, per riconoscere che non abbiamo limiti.

Nessun limite sopra la nostra testa: solo il cielo.

 

 

Ho scattato questa fotografia presso l’Abbazia di San Galgano, in Toscana.

L’assenza del tetto in questo splendido edificio mi ha fatto sognare… e non per nulla, la leggenda vuole che a pochi passi dall’abbazia sia custodita la famosa ‘spada nella roccia’.

Un posto magico per attivare il Talento: uno degli spazi creativi da me preferiti in assoluto.

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Beppe Severgnini: Talento, siate brutali.

 

Beppe Severgnini parla così di Talento nel suo nuovo libro… sono d’accordo solo a metà, e voi?

Il Talento non ‘aiuta’ e basta… è la chiave!

 
“TALENTO – Siate brutali
La ricerca del proprio talento non è soltanto una forma di convenienza e un precetto evangelico: è una prova di buon senso. Scoprire ciò che siamo portati a fare – qual è la nostra attitudine o predisposizione – richiede tempo; e non risolve i nostri problemi di lavoro, realizzazione personale o inserimento sociale. Però aiuta.

Per leggere tutto l’articolo: