Salviamo la responsabilità dello scrittore

Tutto abbiamo visto, dietro la nascita di un libro: passatempi, esercizi intellettuali, ricerche estetiche e inutilità, così come rivalse personali, tentativi di essere uditi, strumenti di acquisizione del ‘potere’ e addomesticamenti dei propri mostri; così come, al contrario, tentativi di far diventare più grandi e più forti le proprie oscure ossessioni.

Abbiamo visto, dietro la stesura di un libro, espiazioni di colpe ataviche, denunce e ricatti, prigioni e gabbie, cilici indossati con orgoglio e con rinuncia. E infine, dietro un libro, abbiamo visto l’estremo gesto di persone che stanno per andare ‘oltre’, così come la materializzazione di un pensiero fortissimo che si espanderà nello spazio e nel tempo, un messaggio di amore che, alternativamente, può diventare salvezza come menzogna.

È impossibile raccontare chi si è seduto di fronte a noi in questi dodici anni di lavoro. Né possiamo raccontare le forze che abbiamo addomesticato, quelle che abbiamo rifiutato, i pericoli corsi, i doni ricevuti e le direzioni infine prese, dal momento in cui abbiamo scelto di svolgere questa professione così fuori dalle righe.
Gli estremi si sono toccati: tutti hanno dato e hanno tolto. Di alcuni, abbiamo contribuito a cambiare il corso degli eventi. Altri sono scivolati via senza lasciare traccia.

Altri ancora hanno clonato forme e contenuti di una struttura che però, prima che di sistemi e di idee, è fatta di sangue e carne dall’irreplicabile natura. Di altri, infine, siamo costanti compagni di viaggio.

La scelta di operare a stretto contatto con chi scrive coinvolge a tal punto che spesso ustiona. Le verità nascoste dietro la nascita di un libro sono sempre, da ultimo, individuali. Le responsabilità che, lo si voglia o meno, vestono la nostra pelle di operatori culturali sono queste, in fondo: riconoscere i germogli della Bellezza e accompagnarla nel suo imporsi; riconoscere l’assenza di Bellezza e auspicare una maggiore assunzione di responsabilità.

Tentiamo dunque di salvare la responsabilità dimenticata dello scrittore, che troppo spesso non ricorda di essere fatto, come noi, di carne e sangue, prima che di sistemi e idee. Una domanda, fra tutte, più spesso ci viene rivolta con speranza e angoscia unite: chi può rendere davvero ‘Scrittore’ uno ‘scrittore’? Dare risposta a questa domanda è uno dei nostri principali obiettivi.

 

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